domenica 14 aprile 2013

La mia prima allieva : Elisa


Conosco Elisa (nome di fantasia) in un istituto per disabili gravissimi.

Ho  già un’esperienza di parecchi anni con bambini e ragazzi disabili,  ma,  pur avendo organizzato diversi laboratori  musicali in colonie e campi estivi dedicati, non ho mai avuto veri e propri allievi di musica con handicap, perciò Elisa sarà la mia prima allieva con bisogni speciali.
Ha 15 anni e non ha i genitori , perciò è ospitata dalla nascita presso questa struttura, ma fin dal primo incontro capisco che Elisa non ha molto in comune con gli altri ospiti, o almeno si differenzia dalla maggioranza di loro.

Infatti ha una patologia neuromuscolare, per cui non cammina ed è fortemente ipotonica – in altre parole ha i muscoli “molli” e privi di forza - , ma mentre gli altri ragazzi hanno in maggioranza paralisi cerebrali importanti con un ritardo mentale molto grave, lei ha un livello cognitivo migliore, con un ritardo probabilmente moderato, pur influenzato in negativo dall’ambiente in cui è sempre vissuta, tipico da istituto, quindi molto scarso nell’offerta di stimoli, fortemente accudente ed assistenziale e carente anche dal punto di vista educativo.

Elisa infatti, pur essendo adolescente ed avendo buone potenzialità, viene trattata ancora come una bambina, è  iperprotetta, accontentata in tutto, deresponsabilizzata e circondata da una buona dose di “pietà”, atteggiamento che per quanto mi riguarda è quanto di più lontano ci possa essere dal mio modo di pensare ….
Non parla, ma comunica a gesti in modo piuttosto efficace ed ha una comprensione abbastanza buona del linguaggio;  però è completamente passiva, non prende l’iniziativa, non ha interessi se non la musica, anche quella però vissuta in modo stereotipato e poco finalizzato, e risponde ad ogni nuova proposta con un rifiuto e con scarso impegno. Ecco i risultati della pietà e della compassione ….

Insomma, mi viene chiesto di insegnarle a suonare la tastiera … incredibile, cosa sarà successo a queste persone per spingerle a tentare una strada tanto audace ed innovativa??





Non ho mai svolto un lavoro di questo tipo, ed all’inizio mi sento spaesata e preoccupata, ma poi penso che qualsiasi attività sarà utile per far uscire Elisa dall’isolamento educativo e culturale e dal torpore in cui si trova ora . Dopo un paio di giorni di conoscenza ed osservazione, inizio a redigere una scheda con alcuni obiettivi su cui lavorare:


INCREMENTARE ATTENZIONE E CONCENTRAZIONE
-          - Mantenere un’attenzione più costante durante la lezione
-          - Rivolgere lo sguardo verso l’oggetto dell’esercizio che sta svolgendo
-         -  Suonare guardando i tasti per tutta la durata del brano
-         -  Durante l’ascolto mantenere la concentrazione per  almeno 3’-5’

INCREMENTARE LA CAPACITA’ MNEMONICA
-        -   Cantare e suonare ad orecchio semplici  brani ampliando progressivamente il repertorio

SVILUPPARE  LA MOTRICITA’ FINE E LA MANUALITA’
-          - Utilizzare entrambe le mani per svolgere un compito (mantenendo la preferenza per la sinistra)
-         -  Saper utilizzare tutte le dita di ogni mano in modo indipendente / Acquistare l’indipendenza delle dita
        AUMENTARE   LA  FORZA  MUSCOLARE 
     SVILUPPARE LA MOTRICITA’ GLOBALE
-          -  Eseguire schemi motori progressivamente più complessi con le mani e le braccia

     SVILUPPARE L’USO DELLA VOCE
-          - Migliorare il controllo della voce e l’intonazione
-         -  Cantare semplici brani e sequenze di note

MUSICALI 

AMPLIARE  IL  REPERTORIO  RITMICO
-          Eseguire ritmi progressivamente più complessi con vari strumenti  a percussione
-          Riconoscere ritmi differenti all’ascolto e visivamente tramite rappresentazione grafica

 ESEGUIRE SEMPLICI BRANI ALLA TASTIERA
-          Suonare semplici brani con un dito della mano  destra
-          Suonare semplici brani con tutte le dita della mano destra
-          Suonare con tutte le dita della mano destra ed un dito della sin come accompagnamento
-          Eseguire e riconoscere la scala di do maggiore
-          Eseguire con un dito della mano sin l’accompagnamento di brani suonati da altri

 RICONOSCERE  I SUONI E  CANTARE SEMPLICI MELODIE
-          Cantare su richiesta l’Appello, la scala di do maggiore e melodie progressivamente più complesse

 CONOSCERE  NUOVI GENERI MUSICALI E RICONOSCERE LE PROPRIE EMOZIONI COLLEGATE ALL’ASCOLTO DEI BRANI
-          Ascoltare brani di generi diversi e collegare ad ogni brano un’emozione espressa in simboli PCS

Un punto critico è la manualità : Elisa infatti riesce a muovere solo due dita di entrambe le mani, con la preferenza per l’indice, che usa solitamente per indicare e per dire “NO” , la parola che conosce meglio e che sicuramente sceglierei per descriverla!          

            


                                                                                 
Invento per lei esercizi di manualità fine collegati a canzoni che le piacciono, soprattutto quelle dello Zecchino D’Oro, e la faccio esercitare con oggetti piccoli - quali chiodini colorati- e legnetti, sostenendole le braccia e chiedendole di muovere un dito per volta.

Inoltre le propongo le seguenti attività :


     LEGNETTO : muovere un dito per volta (alzandolo ed abbassandolo) su  un legnetto – abbinato alla canzone del “legnetto” sulla melodia di Bella Stella,  da recitare o cantare per incoraggiare Elisa all'esercizio : Camminare sul legnetto/non è facile però/ con un dito dopo l’altro /piano piano arriverò/Muovi un dito/poi un altro/ attenzione non cader (2.v) e poi ripetere 1^ strofa
n   NACCHERE: suonare le nacchere con forza    
     ANELLINO  : prenderlo con due dita per volta e muoverlo tra le dita con “presa a pinza
       DIDO’  schiacciare il didò lasciando impronte  con ogni dito di entrambe le mani
      MANI : toccare il pollice con un dito per volta

     INDIPENDENZA DELLE DITA : sagoma della mano di Elisa fatta con il polistirolo nella quale lei appoggia la mano.  Tenerle ferme le dita e chiederle di alzare un dito per  volta.






"Poi ripetiamo gli esercizi al pianoforte, questa volta le sostengo la mano chiedendole di tenerla incurvata “a pallina” – ponendo anche una pallina sotto alle dita – e facendole suonare una nota per volta nell’ambito della quinta Do – Sol.

Lavoriamo sul brano “Bella Stella” che le piace molto, ma quando deve suonarlo per intero continua ad utilizzare solo l’indice, perciò invento “Il Salto della Rana”, che consiste nel suonare in successione più volte le note Do e Sol “saltando” con la mano, esercizio che le richiede molto impegno e costanza per riuscire ad effettuare un piccolo spostamento laterale del braccio. Evidenzio i due tasti con etichette colorate, perché , non avendo esperienza di movimenti nello spazio, Elisa ha uno scarso orientamento ed una limitata capacità visuo – spaziale, perciò ci esercitiamo anche sui concetti di destra e sinistra e sulla direzione del movimento.

Il suo brano preferito resta però la canzone natalizia “Jingle Bells” – ecco a cosa mi riferivo definendo il suo interesse per la musica come stereotipato- , che mi chiede di ripetere ad ogni lezione, allora decido di usarlo come rinforzo, e di renderlo anche un esercizio di ritmo e strumento, proponendo alla ragazza di accompagnarmi al pianoforte eseguendo l’accompagnamento del brano su una nota, mentre io suono la melodia. Questo “gioco” la diverte, e mette in evidenza anche un notevole senso del ritmo, perciò introduco l’esecuzione di ritmi su imitazione, con strumenti a percussione leggeri di diverso tipo, e la lettura di semplici figure ritmiche, che lei impara molto velocemente.

Mostra interesse anche per il ritmo ternario perché le ricorda la canzone “ Il valzer del moscerino”, dunque le insegno un semplice accompagnamento al pianoforte per questo pezzo, che diventa un altro dei suoi “cavalli di battaglia”!




L’ultimo punto su cui lavoriamo è la vocalità. Elisa ha una malformazione al palato ed alla bocca, per cui fatica ad emettere suoni comprensibili, ed all’inizio del nostro percorso non è in grado di cantare, ripete la sillaba “La”, ma ha una pessima intonazione. Le faccio cantare le scale vocalizzate, gli arpeggi e semplici brani, fra cui “Fra’ Martino”, su unica sillaba o vocale, chiedendole di ripetere la nota quando è stonata.
Dal momento che Elisa non parla, la introduco gradualmente alla Comunicazione Aumentativa, creando per lei rudimentali libri in simboli – non ho ancora completato la formazione in CAA, perciò i libri che preparo per lei sono davvero  rudimentali! – e semplici tabelle incentrate soprattutto sulla sua vita quotidiana e sull’espressione delle emozioni, su cui lavoriamo anche tramite l’ascolto di musica di vari generi, ma soprattutto classica, che a dire la verità la ragazza non apprezza molto, manifestando a volte emozioni negative all’ascolto ad esempio dei tempi lenti dei concerti di Vivaldi.





Nel nostro rapporto didattico, metto subito in chiaro un punto cruciale : per me Elisa non è una bambina, ma una ragazza, con molti lati positivi, capacità e potenzialità, perciò da me non potrà mai aspettarsi gli atteggiamenti condiscendenti e servizievoli che le riservano le altre persone che ha conosciuto finora
.
Con me i capricci da bambina e la passività non funzioneranno, ma le verranno invece richiesti spirito di iniziativa, impegno ed autonomia, com’è giusto che sia per una ragazza di 15 anni, seppure con alcune difficoltà.

Quando la tratto “da grande” e le parlo come farei con una qualsiasi adolescente, Elisa rimane spiazzata, ed all’inizio prova a contrappormi i suoi rifiuti, la demotivazione e le richieste di fare qualsiasi cosa al suo posto, accompagnate spesso da capricci plateali e drammatizzati, degni di un’attrice di teatro navigata.

 Ma io non cedo, e ben presto qualcosa inizia a cambiare : Elisa diventa più attiva ed autonoma anche nella vita quotidiana, comunica meglio, avanza maggiori richieste ed iniziative e si impegna per imparare a suonare e cantare. La sua capacità di attenzione aumenta notevolmente, e quando vuole qualcosa o è a disagio non piange più ma lo comunica tramite i simboli.







Dal punto di vista musicale, il primo progresso è relativo al canto. La sua intonazione migliora tantissimo, tanto da diventare ottima, precisa e sicura. La manualità aumenta, ed Elisa raggiunge anche una buona indipendenza delle dita, imparando infine ad eseguire Bella Stella con le note esatte ed il ritmo corretto.


Il culmine del nostro percorso viene raggiunto quando Elisa tiene un piccolo concerto per il personale dell’istituto, eseguendo alcuni brani insieme a me, Bella Stella da sola, e cantando un paio di canzoni. La sua esibizione riscuote successo, e stupore da parte del pubblico, che non si aspettava da lei tali capacità.

Elisa è raggiante, si gode gli applausi e non sembra più una bambina, ma una ragazza felice.



                                   

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