martedì 16 luglio 2019

Le valutazioni di fine anno scolastico.... pagelle sì o no??

Al termine di ogni anno scolastico, da quando ho iniziato i miei corsi, invio sempre ai genitori una relazione finale e, da qualche anno, una scheda di valutazione delle competenze, musicali e strumentali, raggiunte dal bambino.

Come ripeto sempre ai genitori, non si tratta di una pagella, e non è un documento rivolto al bambino : mi fa un'enorme tristezza vedere bambini che, già al primo anno di scuola primaria, vanno a scuola per i voti, giudicano sè stessi ed i loro operato in base ai numeri e diventano competitivi tra di loro a volte anche solo per un mezzo punto od un unico voto di differenza.

Non sono contraria ai voti, ma non mi piace come vengono presentati ai bambini ed utilizzati dagli insegnanti. Fin dal primo anno di scuola, ma a volte già dalla scuola dell'infanzia, i punteggi diventano numeri che definiscono gli alunni come persone, che ne determinano il valore, e questo senza dubbio non è ciò che voglio insegnare ai miei allievi di violino.




Lo stesso discorso vale per i concorsi di violino : ogni anno iscrivo molti allievi a concorsi di vario tipo, e addirittura organizzo piccole competizioni interne, in cui comunque ognuno riceve un premio, ma i primi tre classificati ricevono anche una medaglia ed un punteggio dal primo al terzo.

Tuttavia, lo scopo di tali appuntamenti è fare esperienza e suonare divertendosi, senza dare importanza al punteggio, ma impegnandosi solo a dare il massimo o comunque a mettersi alla prova e valutare il proprio miglioramento nel corso del tempo.



Tra i miei allievi non esiste competizione e nessuno viene giudicato in base ai punteggi o ai voti che prende, ma anzi gli allievi migliori sono ammirati e rappresentano per gli altri un punto di riferimento, quando siamo ai concorsi ognuno fa il tifo per tutti, ed i bambini si supportano a vicenda.




L'amicizia è il primo valore de La Musica è Gioia, altro che competizione!

Anche per quanto riguarda le schede di fine anno, la prima cosa che ripeto ai genitori è che le valutazioni non sono PER i bambini e non valutano IL bambino, ma sono per gli adulti e misurno il livello attuale di apprendimento dell'allievo e, soprattutto, le sue potenzialità future, gli aspetti da migliorare e sui quali bisogna ancora lavorare, e determinano gli obiettivi ed il tipo di lavoro che svolgeremo insieme l'anno successivo, quindi anche su cosa dovrà essere incentrato il ripasso estivo.

A mio parere, i bambini non dovrebbero neppure vedere le valutazioni, che possono avere un senso, semmai, solo per alcuni degli studenti più grandi , dai 7/8 anni in su che sono interessati ad avere un mio feedback sul loro lavoro e ad essere consapevoli dei loro punti di forza e delle loro competenze ancora da acquisire.

Nella relazione finale, inoltre, io sottolineo sempre gli aspetti positivi e metto in luce principalmente i punti di forza, ma spiego anche in cosa bisogna migliorare e come fare per superare eventuali lacune o difficoltà, o semplicemente abilità che sono ancora in fase di acquisizione.


Già, perchè non dare importanza ai voti non vuol dire non richiedere impegno. Anzi, l'obiettivo fondamentale che sottolineo in ogni relazione è quello di incrementare la quantità o la qualità del lavoro a casa, oppure il coinvolgimento della famiglia, o lavorare sulla motivazione del bambino, perchè la qualità di ciò che allievi e famiglie fanno è la mia priorità, e l'impegno non deve mai mancare da entrambe le parti.

Ma prima di tutto vorrei che il loro percorso venisse svolto in serenità, credendo in sè stessi e puntando sempre più in alto con  la massima tenacia, costanza e determinazione possibile, ma senza dimenticare che il loro valore come persone dipende da ciò che sono e non dai punteggi che meritano o da ciò che sanno fare in più degli altri.

In questo modo, le soddisfazioni che otteranno saranno reali e poggeranno su una base solida creata da persone che crescono serene, motivate nonchè capaci di relazionarsi con gli altri e di avere fiducia in sè stesse.