domenica 3 aprile 2016

L'autismo non è una bolla! E l'amore non basta, ci vogliono competenze e strategie.

Lo spot andato in onda per la Giornata Mondiale dell'Autismo mostra un bambino chiuso nel suo mondo, in una bolla, ed una madre che entra nel suo mondo con il suo amore.




Peccato che tutto questo centri davvero poco con quello di cui le persone con autismo - che non sono solo bambini .,,, perchè i bambini crescono!. hanno bisogno non sia solo l'amore. Infatti i genitori dei bambini con autismo li amano come tutti gli altri, e le agghiaccianti teorie sul distacco materno che causa l'autismo sono per fortuna ormai ampiamente screditate.





Quello che serve alle persone con autismo e alle loro famiglie non sono pietà , compassione (non riesco quasi a scrivere questi termini da tanto mi infastidiscono...) e "vicinanza" ... ma conoscenza, strategie, competenze ed informazioni corrette.

Perchè l'autismo rende molte azioni, comportamenti ed apprendimenti più difficoltosi ... ma NON li impedisce.

Non impedisce di entrare in relazione, esprimere affetto .anzi, i miei allievi con autismo sono sempre stati tra i più affettuosi che io abbia mai conosciuto!, e soprattutto imparare, ma fa sì che le persone con autismo abbiano difficoltà a comunicare e comprendere le regole sociali, e che talvolta sembrino disinteressate agli altri, ma in realtà non lo sono.

Per quanto riguarda l'apprendimento, loro possono e vogliono imparare, materie scolastiche ed extra scolastiche -quale la musica, che non dovrebbe essere una materia "extra" ... ma purtroppo la è, e siamo noi insegnanti a doverci adattare alla persona che abbiamo davanti, cosa che tra l'altro sarebbe
auspicabile sempre, quando si insegna qualsiasi materia o competenza a chiunque.

Un esempio : ieri un mio allievo con autismo in un momento di pausa giocava con il pianoforte, suonandolo con il pollice e tenendo il resto della mano sotto alla tastiera. In un'ottica, che non condivido, di "terapia", oppure seguendo un pensiero del tipo "non può imparare a suonare", gli sarebbe stato permesso di continuare a suonare così, incoraggiandolo anche ad "esprimersi liberamente" per "liberare" la sua "vera" personalità ecc ecc

Invece io gli ho lasciato due minuti liberi per giocare in quel modo, e poi ho ripreso ad INSEGNARGLI a suonare, richiedendogli di utilizzare le diteggiature corrette, con tutte le dita, per suonare i brani che sta IMPARANDO :




Ecco altri esempi miei allievi con autismo che IMPARANO la musica,a vari livelli, dalla propedeutica strumentale al vero e proprio strumento - ed alla lettura ritmica.

Nei primi video che potete osservare, i miei allievi svolgono il programma Children's Music Laboratory per sviluppare le competenze - ritmiche, di manualità, orecchio e coordinazione- necessario allo studio dello strumento musicale.

Dopo qualche mese di propedeutica mirata e specifica per la pratica strumentale, iniziano a suonare, esattamente come i loro coetanei neurotipici. Certo, a volte con qualche difficoltà in più e con tempi leggermente diversi. ma ogni allievo, che sia nello spettro autistico o neurotipico, è diverso da un altro, e quello che conta è solamente adattare la proposta didattica alle caratteristiche individuali.

L' "amore", la passione per il proprio lavoro e le capacità relazionali dovrebbero essere in un certo senso scontate e primo requisito per insegnare a qualsiasi allievo, ma quello che fa la differenza sono le competenze, le strategie e la capacità di adattare le tecniche al bambino o al ragazzo che abbiamo davanti.

"Entrare nel loro mondo" come propone il famigerato spot è piuttosto inutile se poi non si passa all'azione, non si mettono in atto strategie utili e concrete e non si insegna VERAMENTE ai bambini con autismo qualcosa di concreto per la loro vita quotidiana. La "compassione" (aiutooo) e la "vicinanza" alle famiglie contano poco se poi non le si aiuta a migliorare la qualità della vita loro e dei loro figli e non si mettono in condizione i bambini, fin da piccolissimi, di imparare comportamenti che possano farli vivere serenamente e con il maggior benessere possibile nel MONDO ... che non è il LORO mondo, ma è quello di tutti noi. 

Francesco, ad esempio, è un bambino dolcissimo e molto affettuoso che segue il programma di CML1 (primo anno) ed ha una passione per alcune canzoni di repertorio che mi chiede di eseguire molto spesso.




Nicola, 8 anni e mezzo, segue un terapia ABA da 5 anni ed ha raggiunto un ottimo livello nella capacità di comunicazione, espressione dei suoi bisogni e delle sue scelte, capacità di partecipazione, ascolto e collaborazione.

E' un bambino sereno e stupendo che studia musica da meno di due mesi ma dimostra un grande musicalità, passione ed impegno.







 Durante una delle scorse lezioni ho pensato di far lavorare insieme i due bambini, ed il risultato è stato ottimo.

Francesco ha subito abbracciato Nicola ( in barba al presunto distacco causato dall'autismo!), che lo ha salutato e gli ha mostrato gli esercizi che stava imparando, così hanno condiviso sia l'aspetto della socializzazione sia quello didattico esprimendo divertimento e soddisfazione soprattutto durante le loro canzoni preferite e nel suonare a turno il violino di Nicola.

Altro che bolla!!




E qui vediamo Manuel, un vulcano di entusiasmo e passione per la musica, mentre studia al pianoforte un brano di Thompson, dimostrando di aver compiuto grandi progressi tecnici rispetto anche solo a pochi mesi fa, nell'impostazione delle mani, nell'indipendenza delle dita e nella precisione esecutiva delle note e diteggiature (avendo già di base orecchio assoluto e grandissimo senso del ritmo) :


E per finire, ecco un altro ragazzino davvero incredibile, che in tre mesi di lezioni di musica ha già raggiunto un livello notevole, grazie ad una musicalità straordinaria ma soprattutto ad un costante e tenace lavoro quotidiano, sempre sfatando il mito che certi apprendimenti e risultati non siano "accessibili" ai ragazzini con autismo...




Quindi se non fossi stata abbastanza chiara lo ripeto : le persone con autismo non vivono in una bolla!

Hanno difficoltà a comprendere le regole sociali, ma questo non vuole dire che NON VOGLIANO socializzare. Hanno difficoltà di comunicazione ma VOGLIONO comunicare. Possono sembrare distaccate ma spesso sono in realtà molto affettuose.

Necessitano di modalità di insegnamento adatte a loro, ma POSSONO imparare, ed anche tanto!

NON HANNO BISOGNO di genitori che li amino, PERCHE' LI HANNO GIA'.

Hanno bisogno di genitori, operatori, insegnanti ed amici che sappiano cos'è davvero l'autismo e COME FARE concretamente per migliorare la qualità della loro vita .

Basta teorie vecchie di 60 anni, madri frigorifero, stress come causa dell'autismo, "guarigioni" miracolose, "terapie" fantasiose che provocano "catarsi liberatorie" agendo sull'inconscio e facendo "uscire dall'autismo" ....

Ancora ieri in libreria ho visto una presunta storia vera che aveva come sottotitolo questa frase " Il racconto di un bambino che ha sconfitto il suo autismo"...

Basta chiacchiere ed illusioni, sarebbe ora di iniziare invece a lavorare sul serio per dare la possibilità a molti bambini, ragazzi ed adulti di vivere al massimo delle loro potenzialità e possibilità...