giovedì 30 luglio 2020

La Musica è Gioia ....ecco il nostro anno scolastico!

OTTOBRE

Concorso interno "Irish music challenge"





NOVEMBRE


Servizio fotografico (fotografa Margherita Garavana)




DICEMBRE

Esami di metà anno






Concerto di Natale



Masterclass Suzuki in Spagna (M.o Claudio Forcada)


FEBBRAIO

Registrazione cd La Musica è Gioia (studio di registrazione Giacomo Lampugnani)





Secondo servizio fotografico



Workhop M.o Alessio Nacuzi








APRILE

Il nostro cd




Parlano di noi in Germania, Svezia, Norvegia, Italia





Parlano di noi al TG2








MAGGIO

Concerto di Primavera online






GIUGNO

Masterclass online Suzuki Link Up







Espana's Got Talent











LUGLIO

Concorso Insieme per suonare online (Verbania)




Festa di fine anno online










Concerti online Suzukids (Messico)








Concorso Gewa Young Contest online (Pordenone)








Italia's Got Talent




giovedì 2 luglio 2020

I miei allievi : Pietro e la musica

Pietro ha 6 anni e mezzo e una sindrome genetica molto rara. E' un bambino seguitissimo da una famiglia meravigliosa (mamma, papà, nonni, zii, tutti coinvolti in prima persona nel suo percorso di crescita!) e da professionisti davvero competenti, grazie ai quali ha fatto enormi passi avanti da quando lo conosco.



Dato che questo non è sempre chiaro, lo ribadisco: quando parlo di progressi nelle competenze di vita, a livello linguistico, comunicativo, cognitivo, non me ne prendo il merito. Non è che lo studio della musica non abbia nessun impatto, ma l'apprendimento di abilità spendibili nella vita quotidiana avviene grazie alle terapie, agli interventi, quali ad esempio ABA, logopedia e altri, non alle attività come la musica, che sono risorse educative importantissime ma hanno, o dovrebbero avere, scopi differenti, perchè altrimenti si rischia di fare troppo e farlo male, nel tentativo vano di far diventare la musica quello che non è, ovvero una terapia.

Una volta lavoravo così, facendo troppo e male, oggi invece mi concentro sull'insegnamento dello strumento ed i risultati in termini di apprendimento e motivazione degli allievi sono di gran lunga superiori a prima.

Pietro ha iniziato a lavorare con me a 2 anni e mezzo, con il programma Lullaby svolto insieme ad un'altra allieva, Arianna, anche lei con una sindrome rara e di qualche mese più piccola. I due bambini si trovavano molto bene insieme ed hanno seguito le lezioni collettive per il primo anno e mezzo, poi, con l'inizio dello strumento, li ho divisi per lavorare su programmi più individualizzati.


Ecco Pietro a 3 anni:




Il Lullaby è un percorso di propedeutica musicale ideato dalla didatta Elena Enrico, ispirato al metodo Suzuki, che supporta lo sviluppo musicale ed educativo dei bambini, fin da piccolissimi, grazie ad un programma che unisce ascolti, esecuzione e lettura ritmica, canzoni con coreografie e movimenti, filastrocche e vocalità. E' pensato per bambini dai 12 ai 36 mesi, ed è seguito dal Children's Music Laboratory, specifico invece per lo sviluppo delle abilità legate allo strumento, quali ad esempio manualità fine, armonia di base e conoscenza del repertorio Suzuki.

(per maggiori informazioni su questi programmi: http://www.musicalgarden.it/percorsi-cml/)

Qui vediamo una canzone del percorso Lullaby in cui gli allievi apprendono la durata della nota da 4/4:



Terminato il programma Lullaby, Pietro ha iniziato il CML. Qui lo vediamo a 4 anni mentre esegue Canzone di Maggio:



E' un bambino musicale, con un ottimo senso del ritmo, affascinato dalla musica e dai suoni e molto collaborante, tutte caratteristiche che non solo ha mantenuto fino ad oggi, ma ha anche incrementato, diventando sempre più attento e motivato.




Anche nella lettura ritmica ha svolto un ottimo percorso, ed oggi legge con facilità e speditamente lke sequenze ritmiche di base.

Lettura ritmica a 4 anni:



Lettura ritmica a 5 anni sul libro Divertiamoci col ritmo di A. Hayes:



In seguito ha iniziato a studiare violino, ed a 5 anni ha imparato a tenere lo strumento  da solo, obiettivo complesso per un bambino fortemente ipotonico:





Esecuzione di Bella Stella con il pizzicato:




La presa dell'arco per Pietro ha richiesto un lavoro intenso e progressivo per imparare ad utilizzare il supporto della serie Bow Hold Buddies, ma anche in questo si è impegnato ed è arrivato ad avere una prensione stabile e precisa:



Oggi Pietro ha 6 anni e mezzo. Grazie all'intervento comportamentale ed a quello logopedico ha acquisito ottime competenze linguistiche, è un bambino che parla molto, a volte quasi troppo!, si esprime davvero bene ed ha anche raggiunto una capacità di concentrazione molto più elevata rispetto a quando era piccolo, infatti le nostre lezioni prevedono meno cambi di attività rispetto a prima, tempi di lavoro più lunghi ed esercizi anche a tavolino o in piedi con lo strumento.

Durante il lockdown ha dovuto interrompere lo studio del violino perchè non aveva lo strumento nella casa in cui si trovava, ma adesso abbiamo ripreso le lezioni e ricominciato con lo strumento.

Apprezza molto le lezioni e cerca sempre di impegnarsi e dare il massimo.





E' sempre gratificante vedere il percorso degli allievi negli anni, e quello di Pietro è stato costante, caratterizzato da motivazione, progressi e passione per la musica, e non potrà che continuare con apprendimenti sempre più importanti ma sempre con lo stesso entusiamo.


lunedì 29 giugno 2020

Didattica a distanza e didattica famigliare : da difficoltà ad opportunità



Mai come quest'anno, vorrei ringraziare i genitori dei miei allievi. Da Febbraio facciamo didattica a distanza e loro lavorano con i figli direttamente, seguendo le mie indicazioni durante le lezioni, facendoli studiare a casa, dando loro la possibilità di partecipare, anche a distanza, a concerti, concorsi e masterclass, e spesso mettendosi in gioco in prima persona per imparare le basi del violino, per comprendere esattamente cosa debbano fare i loro figli.




Chiara, mamma di Laerte


Carola e Francesca, mamme di Pietro e di Luigi e Carlo





Certo, i genitori Suzuki sono entrati in lockdown con il vantaggio di essere già abituati a lavorare con i propri bambini, perchè il metodo prevede che prendano parte ad ogni lezione e che il corso non sia mai un "parcheggio", bensì un'esperienza condivisa.


Federico



Ma trovarsi da un giorno all'altro a dover gestire l'apprendimento del violino senza la mia presenza fisica di sicuro non è stato facile. Hanno dovuto imparare ad accordare ancora meglio lo strumento, a gestire pece, corde, metronomo e violini di misure superiori senza potermeli far provare, hanno dovuto imparare a mettere da soli le fascette sulla tastiera ed a fornire loro la guida fisica ai bambini durante le lezioni, perchè io ero dietro ad uno schermo.
Hanno reinventato lo studio quotidiano in un periodo difficile per tutti, con bambini a volte in crisi, spaventati, annoiati, privati delle loro routine e dei rapporti sociali per mesi.

Eppure non hanno mai mollato. I miei allievi hanno sempre fatto lezione, studiato, fatto progressi e mantenuto la motivazione grazie a loro.






Tra le molte critiche alla didattica scolastica a distanza - con le quali, da quello che mi è stato riportato non posso che concordare- una era relativa al fatto che i genitori dovessero diventare insegnanti dei propri figli. Questo è però un equivoco dovuto al fatto che, immagino, molti insegnanti siano stati assenti ed abbiano rinunciato al loro ruolo durante questo periodo, ma se ben gestito sarebbe potuto essere un aspetto anche positivo.

Il fatto che i genitori dei miei allievi si siano dovuti mettere in gioco in prima persona ancor più di prima, infatti, non ha nè sostituito nè reso inutile il mio ruolo, anzi penso che ne abbia sottolineato l'importanza, evidenziando il fatto che sia praticamente impossibile imparare a suonare uno strumento senza un insegnante.

Il mio ruolo, infatti, non è cambiato rispetto a prima, ma si è semmai "esteso"  per comprendere ancora di più genitori, fratelli, nonni e chiunque avesse il tempo e la volontà di partecipare al percorso musicale dei bambini.
Nonostante i famigliari abbiano dimostrato tantissimo impegno e volontà, nessuno di loro è diventato all'improvviso insegnante di violino, bensì, come dice Suzuki, "home coach", una figura indispensabile di guida, aiuto e supporto, che però aveva bisogno delle mie spiegazioni, della mia programmazione e della mia competenza di insegnante per poter essere efficace.

Didattica a distanza, per quanto mi riguarda, non ha significato delegare il mio ruolo ai genitori, ma, anzi, lavorare per alcuni versi molto di più di prima, per permettere a bambini e adulti di vivere con serenità, entusiasmo e risultati in termini di apprendimento il loro lavoro insieme.
E mi sembra strano che questo nella scuola non sia stato chiaro e non si sia verificato, perchè a mio parere la differenza è enorme.

A soli 2 anni, Pietro ha imparato a tenere in equilibrio una pallina sul violino!





Detto questo, niente si sarebbe potuto realizzare senza la motivazione e la costanza dei genitori dei bambini, che hanno vissuto questi mesi credendo forse più di prima nell'importanza della musica per la vita e l'educazione dei loro figli. Ne citerò solo alcuni, ma vorrei che chi legge sapesse quanto lo stimo e quanto sono soddisfatta del lavoro svolto insieme.

Inizio col dire che sono particolarmente fiera dei miei allievi di lunga data, che hanno iniziato 4-5 anni fa, quando purtroppo non avevo le compentenze di adesso riguardo alle basi violinistiche, dunque loro hanno dovuto ricominciare da capo, ma non si sono mai scoraggiati, ed hanno fatto notevoli progressi anche in quarantena, prima di tutto grazie ai loro genitori che li hanno sempre incoraggiati e sostenuti. Quindi complimenti a Monica e Constantin, genitori di Alessia, ad Alessia, mamma di Riccardo ed a Ida, mamma di Noemi.

Noemi



Riccardo

Alessia


Anche Sofia, Inès, Rebecca e Sara hanno fatto un ottimo in questo periodo. Hanno iniziato quasi tutte nello stesso anno anche se hanno età diverse (tra i 5 e mezzo e gli 8 anni), ma le ultime tre sono progredite nel repertorio nonostante la distanza, partecipando anche ad un concorso di violino preparato solo online, e per questo devo fare i complimenti a Sabrina e Giuseppe, genitori di Inès, a Silvia, mamma di Rebecca ed a Paola, mamma di Sara.

Rebecca

Ines


Sofia, grazie al lavoro effettuato soprattutto con il papà, Roberto, è arrivata addirittura a lavorare su una tecnica molto avanzata, che comprende armonici naturali, pizzicato, scale a due ottave ed esercizi in terza posizione, ad appena 6 anni e mezzo!

 Francesca, che ha la stessa età di Sofia, ha raggiunto lo stesso livello nella tecnica pura, oltre ad aver quasi finito il primo Volume Suzuki, insieme a Ketty, sua mamma, che è insegnante di professione ed inventa sempre nuovi giochi ed esercizi per la bambina, aiutandola a studiare ogni giorno con precisione e musicalità.


Anche Antonella e Simona sono insegnanti, e seguono i loro bambini con grandissima creatività e molti stimoli  che arricchiscono la loro crescita, e che per loro sono particolarmente importanti dato che Maria e Stefano sono bambini con disabilità.

Stefano e sua sorella Sofia


Maria ha terminato sia le variazioni di Bella Stella sia il brano successivo, Remando dolcemente, con un controllo del suono e dell'intonazione sempre maggiore, mentre Stefano e sua sorella Sofia imparano ultimamente quasi un brano nuovo a settimana, studiando tantissimo e con assoluta precisione nei punti tecnici di ogni pezzo, nella tecnica d'arco e nel ritmo.

Maria


Ma anche i genitori dei più piccoli sono riusciti ad ottenere ottimi risultati, con grande entusiasmo e voglia di apprendere da parte dei loro bambini.

Marina, mamma di Edoardo, lavora ogni giorno con il suo bambino di 3 anni e mezzo, che è davvero musicale e brillante, ma in questo periodo ha dovuto sopportare, oltre all'isolamento, anche un braccio ingessato per un mese! Eppure ha sempre continuato a suonare e ad esercitarsi con il braccio che poteva utilizzare.

Edoardo



Per finire, ecco Maria, che ha appena 2 anni e 9 mesi, la sindrome di Down ed abita a centinaia di km da me, eppure grazie al supporto di Daniela, sua mamma, e delle sue sorelle Viviana ed Elisa, che partecipano ad ogni lezione, ha già iniziato a suonare il violino!

Maria

Queste famiglie stanno dimostrando, prima di tutto, che dalle difficoltà possono nascere situazioni positive, quale quella di dedicare ancora più tempo ed interesse alle passioni dei propri figli, condividendo esperienze che rimarranno per tutta la vita, poi che la musica può essere una grande risorsa nei momenti duri per ritrovare serenità e tranquillità e per esprimere ed imparare a gestire e condividere le proprie emozioni.

Grazie davvero a tutti!

martedì 23 giugno 2020

La Musica è Gioia ad Espana's Got Talent

Dato che il mio profilo Instagram è seguito anche, e soprattutto, all'estero, qualche settimana fa la redazione di Got Talent Espana ha visto i video dei miei allievi e li ha invitati a prendere parte ai casting online.





Ne ho parlato con i genitori, e sia loro sia i bambini hanno aderito alla proposta con entusiasmo. I miei allievi amano suonare in pubblico perchè fin da quando sono molto piccoli faccio un lavoro specifico per trasmettere loro l'entusiasmo per il palcoscenico e per la condivisione della loro musica con gli altri.

Comunemente si pensa che mettere un bambino su un palcoscenico significhi "metterlo in mostra" o farlo esibire, ma per un musicista suonare per gli altri fa parte dell'esperienza musicale, e non per esibizionismo, ma perchè condividere ciò che si ama fare e le emozioni che si provano suonando ed avere la possibilità di esprimersi attraverso la musica è qualcosa di veramente piacevole ed entusiasmante. 

E' questo il motivo per cui per me non esistono i "saggi", nei quali i bambini devono dimostrare qualcosa a genitori e parenti, ma solo "concerti", in cui piccoli violinisti esprimono il loro amore per la musica e, dopo molto studio, impegno e lavoro, comunicano agli altri le proprie emozioni. Può sembrare una differenza sottile, ma per me è fondamentale.

Laerte in preparazione per Got Talent





Per lo stesso motivo, faccio in modo che esperienze simili non siano mai ansiogene o addirittura traumatiche (chi di voi non ricorda come un incubo i famosi "saggi" o le "recite" scolastiche in cui ci si doveva esibire davanti a genitori e famigliari, spesso anche senza un'adeguata preparazione, e quindi si veniva colti dal panico??). Al contrario, voglio che i bambini siano felici di suonare in pubblico, che affrontino la situazione con tranquillità e si divertano a suonare sempre ed in qualsiasi luogo o contesto.

L'invito a Got Talent, quindi, è stato affrontato da me, dai genitori e dagli allievi con questo spirito.

Ogni bambino ha dovuto preparare un video in cui si presentava brevemente ed un altro nel quale suonava per un tempo massimo di 100 secondi.

Questo video raccoglie le presentazioni di tutti i bambini:




Dopo una prima selezione, si accedeva ad una seconda fase di casting sempre online ma in collegamento con la produzione della trasmissione, che incontrava "in diretta" i candidati, faceva loro alcune domande ed ascoltava la loro esecuzione.

Alla seconda fase sono passati 3 miei allievi, tra cui i più piccoli: Michelangelo, 2 anni appena compiuti ed Alys, 2 anni e 10 mesi, entambi miei studenti a distanza , rispettivamente dall'Emilia Romagna e dalla Campania; e Francesca, 6 anni e mezzo, che, come vedete dal video di presentazione, aveva il vantaggio di essere anche madrelingua spagnola.

Michelangelo ha partecipato non solo come violinista ma anche come direttore d'orchestra! Infatti, essendo nato in mezzo alla musica grazie ad un papà pianista e ad una mamma violinista, è appassionato di direzione d'orchestra, ed al casting ha affrontato addirittura un concerto per pianoforte di Liszt!




Alys invece, dotata di una personalità e di un temperamento davvero spiccati e di una notevole musicalità, dopo appena due mesi di lezioni di violino ha eseguito due brani di Suzuki sulla corda di Mi:




Francesca ha suonato un Minuetto di Bach, e dopo l'audizione mi ha subito chiamata dicendomi che era felicissima ed emozionata : "Mi sono quasi messa a piangere dalla felicità!"



I risultati dei casting si sapranno a Dicembre, ma non importa se voleremo in Spagna oppure no, anche così è stata un'esperienza coinvolgente e significativa ed un'occasione in più per i bambini per suonare e condividere la propria gioia di fare musica.